Quanto puntare per scommessa
La somma da giocare su una singola scommessa si decide prima di guardare il palinsesto, non davanti alla partita. Il metodo più usato fissa un'unità, cioè una percentuale del capitale destinato al gioco, e la tiene uguale per tutte le giocate.

Il capitale destinato al gioco è denaro che, se sparisse del tutto, non cambierebbe nulla nelle spese del mese. Se questa condizione non è vera, il resto del ragionamento non serve.
L'unità, e perché resta fissa
Con un capitale di cinquecento euro e un'unità dell'uno per cento, ogni giocata vale cinque euro. Con un'unità del due per cento vale dieci. Sopra il tre per cento la variabilità normale di una serie di scommesse diventa sufficiente a svuotare il conto anche senza fare errori di valutazione.
Il punto meno intuitivo è che l'unità non va cambiata in base alla fiducia nella singola giocata. La sensazione di sicurezza non è un dato misurabile e, statisticamente, non è correlata all'esito: raddoppiare l'importo sulle giocate che sembrano sicure aumenta la variabilità senza aumentare il rendimento atteso.
Una serie di dieci risultati negativi consecutivi non è rara: con giocate a quota 2,00 capita circa una volta ogni mille sequenze di dieci. Con un'unità del dieci per cento quella serie chiude il conto; con l'uno per cento lascia il novanta per cento del capitale.
Quando si ricalcola
L'unità si ricalcola a intervalli fissi, per esempio ogni mese o ogni cento giocate, sul capitale effettivo di quel momento. In mezzo resta ferma.
Ricalcolare dopo ogni giocata sembra più preciso ma produce l'effetto opposto: dopo una perdita l'importo scende, dopo una vincita sale, e il conto insegue i risultati recenti invece di seguire una regola. C'è anche un motivo pratico: un importo fermo per un mese permette di confrontare i risultati fra loro, mentre un importo che cambia ogni giorno rende impossibile capire se un periodo negativo dipenda dalle scelte o dalla dimensione delle giocate.
Il registro, che vale più della formula
Tutto questo funziona solo se le giocate vengono annotate. Bastano cinque colonne: data, evento, selezione, importo, rientro effettivo.
La somma degli importi e la somma dei rientri, confrontate, danno il risultato reale del periodo. È l'unico numero che conta, e quasi sempre è diverso da quello che si ha in mente: la memoria conserva le vincite e sfuma le perdite piccole e ripetute.
Il registro serve anche a una domanda più utile: su quali mercati il risultato è negativo da mesi. Quella risposta, che nessuna formula può dare, vale più di qualsiasi scelta sulla dimensione dell'unità. E se tenerlo sembra troppo faticoso rispetto al piacere del gioco, anche questa è un'informazione: significa che il volume di giocate è più alto di quanto l'attività meriti.