Come dividere i crediti
L'asta del fantacalcio parte da due numeri fissi: venticinque giocatori da comprare e cinquecento crediti per farlo. Tre portieri, otto difensori, otto centrocampisti e sei attaccanti: è la composizione standard della rosa, e serve completarla tutta.

Da qui nasce il vincolo che decide l'asta: ogni giocatore comprato a caro prezzo toglie crediti a caselle che vanno comunque riempite.
Una ripartizione di partenza
Una divisione ragionevole assegna circa quaranta crediti ai tre portieri, un centinaio agli otto difensori, centosessanta agli otto centrocampisti e duecento ai sei attaccanti. Sono circa l'otto, il venti, il trentadue e il quaranta per cento del budget.
Non è una regola, è un punto di partenza per accorgersi in tempo di essere fuori strada. Se dopo i primi attaccanti restano centocinquanta crediti per diciotto giocatori, il problema si è già verificato, indipendentemente da quanto siano forti i due nomi comprati.
Il calcolo che tiene tutto insieme è banale: ogni casella non ancora riempita costa almeno un credito. Con dodici giocatori ancora da prendere, dodici crediti vanno considerati già spesi.
Perché i portieri restano la voce più bassa
I portieri sono tre e vanno presi comunque. Spendere molto sul primo ha senso solo se la lega assegna bonus importanti ai voti del portiere, cosa che dipende dal regolamento scelto.
La strategia più comune è prendere un titolare affidabile e i due di riserva al prezzo minimo, possibilmente della stessa squadra del titolare, così che una giornata di riposo non lasci la casella scoperta.
La riserva, e come si usa
Tenere da parte una quota del budget, intorno al quindici o venti per cento, è la parte della strategia che si rivela solo a fine asta. I giocatori chiamati per ultimi vanno spesso via al prezzo minimo perché molti partecipanti hanno finito i crediti: chi ne ha ancora sceglie con calma.
La riserva serve anche a un'altra cosa, meno visibile: permette di rilanciare su un giocatore chiamato da un avversario che sta cercando di completare la stessa casella. Il rilancio non va fatto per portarsi a casa il nome, ma per far salire il prezzo di chi lo vuole davvero, e va usato con misura.
L'errore più frequente all'asta resta lo stesso da anni: spendere trecento crediti su due attaccanti e completare gli altri ventitré giocatori con duecento. La rosa che ne esce vince tre giornate e perde la stagione, perché ogni infortunio lascia scoperta una casella che nessun credito può più coprire.